Osservazioni per la VIA "postuma" del crossodromo Monti Coralli: discarica vicino al rio e molto altro
Avevamo ragione noi. Da anni denunciamo lo sperpero di fondi pubblici e l'impatto ambientale delle opere del crossodromo 04 Park Monti Coralli, da anni diciamo che l'ampliamento e le modifiche al crossodromo hanno bisogno dell'iter autorizzativo per la Valutazione di impatto ambientale, così come è previsto dalla legge. Nessuno ci ha mai risposto e i lavori sono proseguiti.
La Regione se ne è accorta solo a inaugurazione avvenuta, dopo la nostra diffida formale, con le gare in corso. E come sempre succede in Italia, per ogni abuso c'è una sanatoria. Dovizioso ha pagato una multa da 35 mila euro. E si è aperta la farsa delle osservazioni allo screening VIA postuma.
Ribadiamo la complicità e la negligenza gravissima di tutti gli enti pubblici coinvolti. Nonostante i nostri solleciti fin dal febbraio 2023, nonostante i nostri accessi agli atti per chiedere lo screening VIA, gli enti pubblici non ci hanno mai risposto, e in compenso hanno continuato a concedere permessi a costruire, emanare delibere, concedere deroghe per l'inquinamento rumoroso, spendere soldi pubblici, aggiustare frane, tagliare nastri e brindare con Dovizioso.
Per anni. Senza che l'intero progetto fosse in regola con l'iter autorizzativo VIA, che deve essere avviato prima e non dopo i lavori. Nel sopralluogo che abbiamo fatto il 12 novembre, prima di scrivere le osservazioni, abbiamo addirittura scoperto discariche abusive di enormi ammassi di gommapiuma vicino al rio Pideura, dentro al boschetto, in una zona vincolata. E' una cosa gravissima, in quanto le microplastiche rilasciate dalla gommapiuma si disperdono nell'ambiente e nelle acque.
Di seguito pubblichiamo le nostre osservazioni, pubblicate nel sito della Regione.
Notiamo con una punta di rammarico che siamo gli unici ad aver presentato osservazioni, questo a significare lo scarso attivismo e partecipazione civica delle sedicenti associazioni ambientaliste a Faenza. Ci chiediamo perché altre associazioni ambientaliste come Legambiente, e in generale il Tavolo ambiente (dal quale siamo usciti per la sua totale inutilità e asservimento alle istituzioni) da noi da tempo sollecitate sull'argomento, non si sono mai esposte. Ci verrebbe da dire che, citando un vecchio saggio, fare ambientalismo senza conflitto, senza ricerca della verità, è un giardinaggio al servizio della corte del potente di turno.
Osservazioni alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA postuma relativa al progetto “Lavori di Ridefinizione del Campo Cross – Monte Coralli” in Comune di Faenza (RA)
TESTO DELL’ OSSERVAZIONE relativa alla
procedura di verifica di assoggettabilità a VIA postuma relativa al progetto “Lavori di Ridefinizione del Campo Cross – Monte Coralli” in Comune di Faenza (RA)
Premessa:
Come premessa vorrei ricostruire le gravi omissioni e negligenze degli enti pubblici che hanno portato all'inaugurazione del crossodromo Park 04 Monti Coralli: gli enti hanno concesso permessi a costruire, emanato delibere, concesso deroghe per l'inquinamento rumoroso, senza che l'intero progetto fosse in regola con l'iter autorizzativo VIA, che deve essere avviato prima e non dopo i lavori.
L'Unione Romagna Faentina, Arpae e tutti gli enti coinvolti non solo non hanno mai richiesto al proponente di adeguarsi all'iter autorizzativo della Via, come richiesto dalla legge, ma fino al 2025 non hanno mai risposto alla mia richiesta di accesso agli atti sull'iter autorizzativo Via, che avevo inoltrato dal febbraio 2023.
Questo costituisce un evidente vulnus alla partecipazione pubblica, visto che la fase delle osservazioni è stata aperta solo ad ottobre 20205, a crossodromo finito, inaugurato e in funzione.
Si tratta anche di una evidente violazione della normativa nazionale e della Direttiva comunitaria in materia di V.I.A, aggravato dal fatto che gli enti erano consapevoli e coinvolti, che sono stati spesi soldi pubblici per questi lavori.
Cronologia accessi agli atti
Riepilogo i nostri accessi agli atti, senza riportare, per motivi di spazio, gli innumerevoli comunicati stampa e post su FB in cui lamentavano la mancanza di risposta e mancanza di screening per la valutazione di impatto ambientale, facilmente rintracciabili su internet.
In sede di Conferenza di Servizi, 11-1-2023 Arpae scriveva: "vista la richiesta di cui all'oggetto ed esaminata la documentazione inviata dall'Unione della Romagna Faentina, in data 9/12/2022 (Ns PG/2022147/2022). Trattandosi di approvazione di progetto definitivo non sottoposto a Valsat, e non essendo oggetto di variante agli strumenti urbanistici del Comune di Faenza, questa Agenzia ritiene di non dover esprimere valutazioni nel merito della documentazione presentata. I Tecnici Istruttori Bacchiocchi Francesca Il Dirigente Responsabile Dott.ssa Laghi Maria Cristina
Il 14/02/23 – 10:33 dalla mia Pec, protocollata con numero 14170 in data 14/02/2023 chiedevo, "come portavoce dell'associazione Faenza Eco-logica, ai sensi del decreto legislativo 97 del 2016, FOIA (Freedom of Information Act), che stabilisce il diritto di ogni cittadino di avere accesso civico generalizzato agli atti, chiedo l'invio dei documenti relativi al progetto esecutivo Park04 Monti Coralli, con Valutazione di Impatto Ambientale, ed ogni altro documento che spieghi l'impatto acustico, il relativo monitoraggio dell'impatto acustico, la valutazione del traffico indotto e interventi per ridurre il traffico nella zona. Visto che i cantieri sono già in atto e la nostra associazione ha già espresso tramite comunicato stampa dubbi e domande, vi chiedo urgentemente di inviarmi questi documenti, che, in virtù della trasparenza, dovrebbero essere pubblici e presenti nel sito".
A questa pec nessuno risponde.
In un sopralluogo di qualche giorno successivo, ho fatto notare che i primi lavori avevano abbattuto almeno 10 grandi alberi in mezzo alla pista, più alberi limitrofi alla pista, nonché il taglio di un ramo di una quercia secolare. (faenzaecologica.blogspot.com/2023/02/moto-cross-nei-monti-coralli-una.html)
Dopo vari post e comunicati pubblici in cui denunciavo lo sperpero di fondi pubblici e chiedevo chiarezza al comune, il 14 marzo 2025 ho fatto di nuovo accesso agli atti chiedendo "di mandarmi i documenti relativi alla procedura VIA-VAS, o istanza di assoggettabilità (screening), per ampliamento del crossodromo dei Monti Coralli Park 04".
La risposta del Comune, il 3 aprile 2025 è stata la seguente: "Con la presente si riscontra, per quanto dovuto, la sua richiesta di accesso civico generalizzata pervenuta in data 14/03/2025 al prot. URF n. 28013: - per il progetto di RIGENERAZIONE ED AMPLIAMENTO IMPIANTO SPORTIVO E CAMPO CROSS - MONTE CORALLI è stata convocata la conferenza dei servizi in cui è stata invitata l’Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente Energia, ARPAE, che ha espresso parere favorevole con Prot. URF n. 3575/2023 (Allegato 1) - il progetto di RIGENERAZIONE ED AMPLIAMENTO IMPIANTO SPORTIVO E CAMPO CROSS - MONTE CORALLI finanziato con risorse PNRR è stato collaudato in data 07/03/2025 con prot URF n. 26935 del 12/03/2025, pertanto l’opera è finita.
Il 3 maggio 2025 – 9:11 ho inviato una diffida tramite pec alla Direzione generale cura del territorio e dell'ambiente; all'ARPAE, ai Carabinieri Forestali - Comando Regionale Emilia Romagna, ai Carabinieri-Forestali - Comando provinciale di Ravenna, al Comune di Faenza, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio chiedendo di:
"verificare se sia stata espletata o meno la procedura e all'autorità proponente di svolgere i propri controlli anche al fine di esercitare un intervento in auto-tutela. In caso negativo, cioè di elusione delle varie norme, è necessario disporre l'immediata interruzione di eventuali lavori e l'inizio delle attività (gare, allenamenti)"
Dei vari enti a cui ho inviato la pec, mi ha risposto solo Unione Romagna Faentina, il 6 giugno 2025:
Con riferimento alla Vostra segnalazione in oggetto citata si evidenzia che, essendo la stessa stata inviata ad una molteplicità di enti ed istituzioni che hanno a loro volta avviato approfondimenti, si provvederà all’esito degli stessi ad un riscontro unitario e coordinato. Distinti saluti. IL DIRIGENTE DELL’AREA CULTURA, TURISMO, SPORT E POLITICHE INTERNAZIONALI. firmato dott.ssa Benedetta Diamanti
Da allora non ho più avuto risposta ma ho casualmente visto nel sito della Regione che erano aperte le osservazioni alla richiesta di screening postumo alla Via.
Anche questo mi sembra oltremodo scorretto, da parte degli enti, visto che ero stata io a denunciare la mancanza di screening Via e potevo essere quantomeno informata della decisione presa.
Osservazioni:
Il progetto sta producendo sperpero di soldi pubblici: Nonostante mancasse l'iter autorizzativo Via il comune ha deliberato vari finanziamenti per il crossodromo ma non c'è mai stata molta chiarezza nel comunicare alla cittadinanza le spese. Da quanto siamo riusciti a capire, dalle delibere e dalle dichiarazioni pubbliche sono stati investiti dal Comune:
600 mila euro per rifacimento tracciato
625 mila euro al crossodromo per la torre cronometristi: prima costava 300 mila. La torre è stata suddivisa in due lotti, in modo da mettere, tra un lotto e l'altro, una struttura prefabbricata temporanea che funga da torre, in attesa di quella definitiva.
200 mila euro per ripristinare le frane al crossodromo causate dagli imponenti movimentazioni di terra e sabbia di riporto, unita a bombe d'acqua e fenomeni estremi.
180 mila euro, per pagare l'impianto di illuminazione notturna dell'area, in tutto circa 370mila euro per il completamento dell'illuminazione per adeguare la struttura alle gare internazionali.
Nell'allegato C del bilancio di previsione 2023/2025 del Comune di Faenza si legge "Negli anni 2023, 2024 e 2025, si prevede il ricorso all'indebitamento come di seguito dettagliato: Campo Cross Monte Coralli Illuminazione € 370.000,00; Campo Cross Monte Coralli Viabilità di accesso € 520.000,00;
4 milioni per strutture, box ecc dai fondi PNRR
Tot: 10 milioni in tutto tra fondi pubblici e privati https://www.ravennatoday.it/cronaca/potenziamento-luci-campo-cross-faenza-finanziamento.html
2) Impatto sul paesaggio: non è vero che il progetto è stato "migliorativo del paesaggio". Queste opere hanno causato notevole trasformazione del paesaggio rispetto al precedente campo da motocross. Tutta la zona motocross risulta infatti vincolata ai sensi del D.lgs 42/2004, per la presenza di boschetti (zone di margine) e corpi idrici (Rio Pideura che passa in mezzo). Con il rifacimento del tracciato è stato letteralmente cambiato il volto ad una collina, ex cava di sabbia, che si stava rinaturalizzando. Sono stati tagliati almeno 10 grandi alberi, tagliati lembi di bosco e alimentato il dissesto idrogeologico. Dal satellite si può vedere una ferita gialla nel paesaggio collinare e boscoso, che prima era meno vistosa.
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| Foto 2011 |
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| Foto 2023 |
3) Dissesto idreogeologico: oltre al taglio degli alberi sono state sbancate tonnellate di terra e accumulata sabbia di riporto, come riporta anche la relazione ambientale dalla quale riportiamo una tabella. Ci troviamo in un territorio vessato dai fenomeni estremi, colpito dalle bombe d'acqua che si ripetono con estrema facilità, e che si intensificheranno con l'aggravarsi della crisi climatica. Nel settembre 2024 la pista "migliorata" è rovinosamente franata e le gare sono state annullate. Come già ricordato il Comune per ripristinare la frana ha dovuto pagare circa 200 mila euro. Sbancamenti, riporti e movimenti di terra, alimentano il dissesto, senza parlare delle fondazioni degli edifici che ovviamente cementificano il terreno. Tutto questo è un grave danno ecologico e aggrava il rischio idrogeologico di colline già fragili.
4) Accessibilità: il crossodromo non è accessibile con mezzi pubblici ma solo in auto, le strade sono strette e tortuose e già più volte franate: un aumento del traffico non è sostenibile in queste strade a rischio di frane.
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| Frane nelle strade di accesso a ridosso del crossodromo |
5) Impatto sulla biodiversità: le pareti di sabbie gialle (formazione geologica) distano poche centinaia di metri dal campo di motocross, in queste pareti (spesso ex cave rinaturalizzate) nidifcano gruccioni. Sono però state ricoperte da teli per prevenire fenomeni di frana causati anche dai lavori.
Nei boschetti limitrofi c'è una ricca biodiversità di mammiferi e avifauna tra cui rapaci notturni. Le zone umide del Rio sono popolate da anfibi. Due anni e mezzo di cantieri, rumori, mezzi pesanti e sbancamenti hanno inevitabilmente provocato un notevole disturbo a tutti questi animali. Con le gare (anche in notturna) e l'afflusso di pubblico (in auto, visto che non ci sono mezzi pubblici) la situazione non può che peggiorare. La direttiva europea Nature Restoration Law ci chiede di tutelare e ripristinare ecosistemi naturali, questo progetto aumenta il carico antropico a danno di colline poco abitate, e degrada ecosistemi naturali.
Non solo, ci sono piste per gare enduro o bicicross anche in mezzo al bosco, in riva al rio Pideura, dove sono state predisposti enormi parallelepipedi di gommapiuma ricoperti da plastica, in pessimo stato, che tendono a rompersi e rilasciare plastica nel rio e nell'ambiente. Nel sopralluogo effettuato mercoledì 12 novembre, abbiamo fotografato una discarica abusiva di decine di enormi parallelepipedi di gommapiuma, abbandonati in riva al rio, che rilasciavano plastica.
6) Inquinamento luminoso: l'illuminazione notturna per gare in notturna causa un notevole disturbo agli uccelli notturni e a tutta la fauna notturna, in un luogo che è del tutto buio, senza lampioni nelle strade e poco antropizzato, viste le pochissime case nei paraggi. La frase "L’impianto evita interferenze con l’ambiente circostante, tutelando la fauna e riducendo l’abbagliamento per la comunità locale" è assolutamente ridicola, visto che gli uccelli notturni rapaci, abituati a cacciare di notte, saranno ovviamente disturbati.
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| mega lampioni per illuminazione notturna (pagati dal comune) |
7) Inquinamento rumoroso: si legge che "i potenziali recettori sono ubicati tutti a distanze superiori a 150 m dall’emissione (ossia dalla pista)" e che quindi il crossodromo non ha un rilevante impatto sull'inquinamento rumoroso. Inoltre si legge che non c'è bisogno di monitoraggio perché gare e allenamenti sono sotto ai 100 giorni. In realtà 150 metri non sono per nulla significativi, visto che in aperta campagna e in zona silenziosa come quella dei Monti Coralli il rumore dei motori a tutta accelerazione si propaga oltre i 150 metri, e con facilità arriva anche a distanza di chilometri, disturbando esseri umani. E' un disturbo soprattutto agli animali che vivono nei boschetti limitrofi, soprattutto se ciò avviene di notte. Il crossodromo si trova a 15 chilometri dal Parco della Vena del Gesso e a poche centinaia di metri da una zona di ripopolamento e sosta di uccelli migratori. Ribadiamo la scorrettezza del Comune di Faenza che ha già concesso deroga ai limiti e agli orari di emissione, "in virtù del provvedimento n. 308/2024 rilasciato dal SUAP dell’Unione della Romagna Faentina" quando non era in regola con l'iter autorizzativo Via.
Si legge inoltre, che la stima dell'impatto acustico è stata basata su una "configurazione gara con orario serrato e presenza in pista pressoché costante del numero massimo di moto, ovvero 40. Questa configurazione viene simulata solamente in periodo diurno in quanto le gare non si svolgono mai in notturna".
In realtà le gare si svolgano in notturna, le hanno più volte annunciate e anche già fatte ad agosto 2025: https://04park.it/it/2025/08/supertrofeo-sgr-04-park-by-night/
8) Consumo di suolo: l'ampliamento di questo crossodromo ha comportato consumo di suolo (nuovi box, paddock e strutture ricettive) rispetto al precedente stato. Il luogo è deputato ad essere sede del Centro tecnico federale FMI dedicato al fuoristrada, ospitando un ufficio, un’aula didattica e un ricovero moto che saranno utilizzati per la formazione di piloti e tecnici.
9) Impatti non conteggiati: la viabilità di accesso che il Comune ha intenzione di realizzare non compare nel progetto sottoposto a V.A, benché sia annessa al circuito e indispensabile ad esse. Quindi va conteggiata e sottoposta a screening VIA.
10) Gas climalteranti: a pag 49 della relazione ambientale si sottolinea che tra gare e allenamenti verranno emesse quasi 67 tonnellate di CO2 l'anno, e che gli alberi piantumati "a maturità" compenseranno le tonnellate emesse. Ma visto che gli alberi piantati non possono essere maturi, ma avranno al massimo 10 anni, e che raggiungono la loro maturità e massima capacità di assorbire CO2, almeno dopo i 50 anni, ciò vuol dire che gli alberi riusciranno ad assorbire la CO2 annuale solo tra 40 anni. E nel frattempo? La compensazione deve essere immediata, non futura. Le piantumazioni previste dal progetto non consentono in alcun modo di compensare interamente le emissioni di CO2 attese dall’esercizio del polo sportivo, ed è sbagliata la conclusione "Non si rilevano quindi impatti significativi in termini di emissioni di gas climalteranti".
11) Inquinamento da polveri sottili: stesso discorso per l'emissione totale di PM10 che il proponente calcola a a 700,71 g/h e dice che viene ampliamente assorbita dalle nuove piantagioni. Anche in questo caso, però, la capacità di assorbire polveri sottili non si può attribuire ai piccoli alberi appena piantati e quindi non ci sarà alcuna compensazione per i primi 20-30 anni dell'esercizio, fino a quando le nuove piantagioni cresceranno, sempre che nel frattempo gli alberi siano sopravvissuti ad un clima sempre più siccitoso. E' quindi assolutamente tendenzioso e disinformativo dire che il crossodromo non produce emissioni, ma è "migliorativo".
12) Dispendio di acqua: per ridurre le polveri in sospensione, causate dalle moto in corsa, bisognerà frequentemente irrigare il campo. Ricordiamo che siamo in una zona che soffre sempre più fenomeni di siccità, alternati a fenomeni di bombe d'acqua.
13) Inquinamento del suolo: visto l'aumento del numero delle gare e quindi dei motori rispetto al passato esercizio, ci sarà un evidente aumento di inquinamento del suolo causato dalla perdita di benzina e olio esausto, in un terreno estremamente permeabile (sabbia), inquinanti che quindi facilmente finiranno in falda. Peraltro ci sembra che i mezzi di raccolta di oli esausti siano poco sicuri, con grate aperte dove può piovere e quindi strabordare, tenute direttamente nel terreno.
Conclusioni:
Da quanto sopra riteniamo che il crossodromo abbia un significativo impatto ambientale e che sia indispensabile procedere a VIA, vista l'assoluta infondatezza delle affermazioni: "l'intervento non va a modificare in nessun modo gli habitat presenti", "gli impatti sono non significativi, benché positivi"; ecc..
L'ampliamento del crossodromo ha già avuto un grande impatto ambientale, aggravando dissesto idrogeologico e contribuirà in modo significativo all'inquinamento atmosferico, luminoso e rumoroso. Inoltre bisogna conteggiare tra gli impatti anche quelli relativi alla costruzione della torre cronometristi e soprattutto della viabilità di accesso, ancora non completamente realizzate.
Data 15/11/2025
In fede Linda Maggiori


















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